SCIVOLARE E’ UNA CULTURA – Flavio Pintarelli – STUPIDI GIOCATTOLI DI LEGNO

STUPIDI GIOCATTOLI DI LEGNO

Piove

La volete sfogliare qualche bella pagina tra un trick e l’altro o no? ruotenelvento già si era fatto quattro chiacchiere con Paolo Pica, autore di SKATE – Metodologia, tecnica e propedeutica degli elementi base dello skateboard (Miraggi Edizioni, 2010). Ora da Agenzia X è appena uscito stupidi giocattoli di legno – lo skate nel cuore della metropoli di Flavio Pintarelli, che trovate ancora più sciolto sul suo blog. L’autore esamina tutti gli aspetti della tavola a rotelle, alternando alle valutazioni fondate sugli strumenti delle scienze umane le esperienze narrate in prima persona da esperti del settore: pro e meno pro, fotografi e riprenditori, organizzatori di eventi, immaginatori di linee e suoni di skatepark, per chiudere con l’intervista finale a Iain Borden (lo storico dell’architettura di Skateboarding, Space and the City: Architecture and the Body, [Berg, 2001]), tutti comunque provenienti dalla pratica in strada. Traccia la storia del movimento in Italia a partire più o meno dalla fulminazione collettiva di Trashin‘ e le sue ondulazioni non solo tra boom e declino, ma soprattutto quel dinamismo che porta lo skate e tutti i fenomeni connessi – moda, musica e immagine – tra sottocultura e mainstream, in finale tra criminalizzazione (un’aspirazione, anche, e un’esigenza irrinunciabile) e cooptazione (da parte del Mercato, delle Istituzioni, di sé stessi, ecc ecc).

Pintarelli descrive puntualmente anche gli stili e la loro evoluzione. Nell’ambito del freestyle magari il duro e puro mi rimane un po’ così, ma Gou Miyagi lascia sempre a bocca aperta.

Protagonista è lo street con la sua lunga e tormentata relazione con la città, ma anche chi va in long riconoscerà molti elementi comuni – lo sguardo ossessivo sui segni che sfuggono a chi non è del giro dell’uretano, l’appagamento, la libertà di espressione, il flow, la ricerca di uno stile, piacere del gruppo e biRetta – ed è uno stimolo per confrontare le proprie sensazioni. Ci potrebbe essere anche chi non si ferma ai 5 sensi e nemmeno all’intuito, perché influisce anche una dimensione culturale che varia sempre – per esempio a Roma – dal muoversi all’ex parcheggio “personale navigante” a Magliana o “al Foro che portava e porta ancora il nome di Mussolini”, come parlerebbe Remotti. Del resto anche la tavola lunga sta cercando una sua più precisa collocazione spaziale. Se il freeride rimane libertà da strada – con tutti i problemi che questo comporta, fino all’intervento di un senatore FI nel recente caso del Passo Giau – i movimenti cittadini conquistano con successo le strade – come il civile e affollatissimo reclaim the street di Long Skate Night del mercoledì a Roma – e Paesi più sensibili si avviano addirittura verso spazi dedicati, come il Longboard Park a Kamloops, in British Columbia, Canada.

Situazioni nel resto del mondo, musica, progresso tecnico, semiosfere (semioAbec quanto? buahahahahah), qualche parola di speranza per i vecchi, tutto questo e altro in

FLAVIO PINTARELLI – stupidi giocattoli di legno – lo skate nel cuore della metropoli, Agenzia X, Milano 2014, pp. 170 – EURO 13,00

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